Comunicato CIDA INPS 4-2021

Comunicato CIDA INPS 4-2021

Comunicato 4-2021

Roma, 26 aprile 2021

 

Sottoscritta Ipotesi CCNI 2020 per i dirigenti di seconda fascia – Richiesta pagamento pre-saldo della retribuzione di risultato- Indennità di prima sistemazione – Assunzione nuovi dirigenti 

 

A seguito dell’incontro sindacale in conference call, lo scorso venerdì 23 aprile, abbiamo, finalmente, sottoscritto l’ipotesi di CCNI 2020 per il personale dirigente di seconda fascia dell’Istituto.

Si tratta di un testo a lungo atteso che ha visto questa O.S. molto impegnata al tavolo nazionale di contrattazione sul primo contratto integrativo del personale dirigenziale successivo al CCNL 2016-2019 delle funzioni centrali e alla profonda e complessa riorganizzazione terminata con gli incarichi di marzo 2020, seguita dal difficile anno trascorso per via delle incognite della pandemia e del forte impegno richiesto alle strutture organizzative dell’Istituto per fronteggiare l’emergenza sanitaria, economica e sociale.

La nostra firma e approvazione del contratto giunge alla fine di un lungo e meditato percorso fatto di incontri e approfondimenti svolti al tavolo nazionale e da continui e frequenti contatti con la tecnostruttura, durante i quali come O.S. abbiamo svolto un’attenta e ponderata attività di negoziazione sulle diverse bozze che sono circolate, di complesse valutazioni delle numerose soluzioni possibili e della scrupolosa comparazione di differenti proiezioni economiche richieste all’Amministrazione, scaturenti dalle varie proposte avanzate dalla stessa.

Il sì convinto, dunque, di questa O.S. all’ipotesi di CCNI 2020 – per quanto ulteriormente perfezionabile su alcuni dettagli che, tuttavia, a nostro giudizio, non modificano la cornice e la sua globale valutazione positiva -, è il frutto consequenziale e logico delle priorità che metodologicamente ci siamo dati, che abbiamo sostenuto con forza e convinzione sul piano delle relazioni sindacali e che abbiamo visto quasi tutte recepite nel testo finale del contratto. 

Priorità e impegni che hanno riguardato in primo luogo la “giusta” e “appropriata” quantizzazione della remunerazione della retribuzione di risultato, delle responsabilità e dello straordinario impegno dei dirigenti delle sedi territoriali, che nel testo trovano il giusto riconoscimento a partire dagli incarichi di direzione delle Filiali metropolitane, delle Direzioni provinciali e Filiali provinciali.

Allo stesso tempo, abbiamo cercato in tutti i modi di non “umiliare” e “penalizzare economicamente”, in maniera eccessiva, le strutture centrali che, solo per fare un esempio, nelle aree interessate dalle prestazioni dettate per fronteggiare l’emergenza Covid, hanno sempre più assunto un ruolo di prima linea accanto e “a fianco” dei dirigenti delle sedi territoriali.

Abbiamo al riguardo, infatti, sostenuto, su tutti i tavoli e in ogni occasione, che questo contratto integrativo dovesse segnare un punto di equilibrio tra il lungo percorso che, dal 2015 a oggi, ha portato a trasferire una appropriata quantità di risorse economiche dal centro al territorio, proprio per premiare responsabilità e merito dei dirigenti delle sedi territoriali, senza, però, dimenticare e prendere atto che oramai, le grosse centralizzazioni di diversi processi di produzione massiva, comportano l’assunzione,  per molti incarichi manageriali di uffici di Direzione Generale, di notevoli responsabilità e specifiche complesse competenze che necessitano, pertanto, anch’esse di adeguato, correlato, riconoscimento economico

Risultato di questo equilibrio è la ragionata nuova distribuzione in “cluster” delle sedi per Aree omogenee di complessità che assicura omogeneità di trattamento all’interno degli incarichi attribuiti nelle sedi dello stesso cluster ed è stata, in maniera evidente, elemento essenziale e propedeutico per la definizione dei “coefficienti di risultato” legati alle varie posizioni dirigenziali di II fascia.

Ulteriori nostre istanze che hanno trovato riscontro sono:

– abbiamo scongiurato l’abbassamento del coefficiente di risultato dei Direttori di Sede di complessità 3 da 150 a 140 proposto nella ipotesi di contratto presentato dall’Amministrazione nel febbraio 2020;

– la retribuzione di tutti gli incarichi dirigenziali affidati “ad interim” non solo sul territorio ma anche in Direzione Regionale e Direzione Generale;

– la fissazione al 70 per cento (in luogo del 75% del CCNI 2019) della soglia minima di raggiungimento degli obiettivi per poter accedere al pagamento della retribuzione di risultato;

– il nuovo criterio lineare per la retribuzione connessa alla scheda di valutazione (30%), attraverso la distribuzione in “fasce” delle percentuali per la distribuzione di risultato, in modo che a determinare gli effetti economici non sia un punteggio “secco” ma appunto una fascia, comprensiva di più punteggi, all’interno della quale corrisponde identica attribuzione di percentuali della retribuzione di risultato. Ad esempio nella fascia contrattata da 55 a 60 punti tutti prenderanno il 100% di retribuzione di risultato (che senso ha: valutato 55….ha molto più senso valutato nella fascia che va da 55 a 60 cui corrisponde la retribuzione di risultato nella percentuale del 100%).

Questa convinta nostra impostazione ha tanti pregi, compreso quello di cercare di ridurre il peso e la rilevanza del diverso metro di giudizio che in maniera evidente ogni valutatore ha e/o adotta.

L’incontro sul contratto integrativo, inoltre, a nostro avviso, ha rappresentato un’occasione importante anche per la “compattezza” del fronte sindacale dal momento che anche altre sigle sindacali hanno mostrato di convenire con alcune nostre posizioni e di accogliere, in larga parte, il metodo e l’approccio adottato, annunciando quindi la sottoscrizione dell’ipotesi di contratto. 

Com’è noto, il contratto dovrà ora essere sottoposto alla certificazione ministeriale e il saldo della retribuzione potrà essere erogato solo successivamente all’approvazione da parte degli organi della relazione sulla performance e a conclusione della valutazione individuale 2020.

Come in precedenti occasioni, chiediamo, quindi, che, atteso anche il tempo trascorso, venga erogato un congruo pre saldo della retribuzione di risultato relativa al 2020 già a partire dal prossimo mese di maggio.

 

Ripristino dell’indennità di prima sistemazione.

Da una nostra decisa presa di posizione che ha trovato il convinto sostegno e coinvolgimento anche delle altre sigle sindacali rappresentative, nasce, inoltre, un ulteriore risultato di questa tornata contrattuale che vogliamo sottolineare e che riguarda il possibile e auspicato ripristino dell’istituto dell’”indennità di prima sistemazione”, finanziata, com’è noto, dall’Amministrazione e non con i fondi della retribuzione di risultato.

Tale indennità era stata sospesa nell’anno 2013 per via di un parere del collegio dei sindaci pro-tempore, che sosteneva che tale indennità fosse stata legislativamente abolita, al quale l’Amministrazione è stata “costretta” ad attenersi procedendo anche al recupero delle somme erogate relative ad annualità pregresse. 

A tale recupero si era opposta questa O.S. supportando con un proprio avvocato i colleghi iscritti al sindacato nel coltivare numerosi ricorsi giurisdizionali tutti conclusi positivamente con sentenze favorevoli ai dirigenti ricorrenti sia in primo che in secondo grado.

A seguito di ciò, alla luce anche di quanto espresso chiaramente dalla Funzione Pubblica nel corso di uno specifico incontro congiunto dell’8/6/2016, fra Amministrazione, CIDA e funzionari della stessa Funzione pubblica, tutti gli approfondimenti condotti hanno confermato la “legittimità” e la non abolizione legislativa dell’istituto in questione, e quindi la possibilità tecnico/giuridica di ripristino di tale indennità.

Una volta acclarato che l’indennità di prima sistemazione, è pienamente legittimata nel quadro normativo vigente e che, anzi, rappresenta, a nostro avviso ma anche della stessa Amministrazione, una misura utile a favorire la mobilità territoriale dei dirigenti, trasferiti d’ufficio nelle sedi più disagiate e critiche dove trasferiscono anche la propria residenza, abbiamo, infatti, chiesto e ottenuto l’impegno dell’Amministrazione a una sua tempestiva reintroduzione.

Il risultato è la “dichiarazione congiunta” apposta in calce al CCNI 2020 allegato.

Tale dichiarazione impegna l’Amministrazione, nella piena condivisione dell’opportunità che l’indennità venga ripristinata, ad adottare apposito provvedimento, non appena risulterà perfezionata la composizione del collegio sindacale attraverso la nomina del nuovo Presidente del collegio.

Non mancheremo, in proposito, di vigilare affinché la stessa sia adottata, in quanto riteniamo quest’indennità una battaglia storica della nostra O.S. la cui condivisione, anche da parte delle altre OO.SS, appare un messaggio forte per l’Amministrazione.

 

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Ulteriore nota positiva è l’annuncio, avvenuto nel corso della riunione dello scorso 20 aprile, avente ad oggetto, per il previsto confronto sindacale, il Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale per il triennio 2021/2023, che l’Istituto tornerà ad assumere anche n. 29 dirigenti, di cui 19 amministrativi e 10 informatici.

Gli ingressi dovranno avvenire, come richiesto da questa O.S. in più occasioni, tramite pubblico concorso e, in proposito, l’Amministrazione ha annunciato l’assunzione di 17 dirigenti amministrativi, da reperire attraverso procedura concorsuale gestita direttamente dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione (SNA), mentre altri due dirigenti amministrativi, attualmente in comando, saranno acquisiti mediante passaggio nei ruoli dell’Istituto, tramite la procedura di mobilità ex art. 30 del decreto legislativo 165/2001.

I 10 dirigenti informatici di seconda fascia, invece, saranno nominati a seguito di autonoma procedura concorsuale da bandirsi nel corso del 2021, previa specifica autorizzazione in tal senso.

La scelta della procedura pubblica in luogo degli accessi dal privato va incontro alla posizione di questa O.S. che, unitamente alle altre sigle sindacali, ha in più occasioni evidenziato la necessità che gli ingressi avvengano mediante concorso, in quanto tale modalità rappresenta la strada maestra indicata dall’art. 97 Cost. ed è anche la modalità, tra quelle previste, che più assicura trasparenza ed imparzialità delle scelte e la formazione di una classe dirigenziale stabile e non precaria che resta patrimonio dell’Amministrazione.

Non mancheremo, come sempre, di tenervi informati sugli sviluppi dei numerosi temi sui quali questa O.S. sarà chiamata a confrontarsi al tavolo sindacale nei prossimi mesi.

 

 

Lucio Paladino

Segretario nazionale

CIDA FC Sezione INPS

 

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