Comunicato CIDA FC INPS n. 9-2022 del 17 giugno 2022

Comunicato CIDA FC INPS n. 9-2022 del 17 giugno 2022

Comunicato 9/2022
Roma, 17 giugno 2022

3-I S.p.A., necessari tempi lunghi di riflessione. Annunciati tavoli su personale e Statuto della NewCo INPS, INAIL e ISTAT – urgente definire i CCNI 2021 dei dirigenti professionisti e medici

Due tavoli aperti alle organizzazioni sindacali per discutere dei problemi del personale e dello Statuto della nuova società 3-I S.p.A. destinata a integrare i servizi informatici dei tre Enti coinvolti dalla riforma inserita tra quelle prioritarie del PNRR per quanto riguarda la pubblica amministrazione.
È questo il primo risultato che i dubbi e le perplessità avanzati dalla scrivente Organizzazione sindacale, unitamente alle OO.SS. presenti al tavolo nazionale, sono riusciti a ottenere dall’Amministrazione che ha riunito nella sala Mancini della direzione generale dell’Inps i sindacati degli Istituti coinvolti nell’operazione.
Il confronto, che a volte ha assunto anche toni accesi, è stato presieduto dal Presidente Tridico insieme al Presidente dell’Istat Blangiardo, al vice presidente dell’Inail e dai rispettivi direttori generali e vicari e rappresentanti dell’informatica degli Enti futuri soci di 3-I S.p.A.
La partita, quindi, dato che, come sembra, i contenuti del decreto-legge che ha istituito – per volontà del Governo – la società saranno confermati nella conversione in legge da parte del Parlamento del decreto PNRR 2, prevista a breve, si sposta, ora, sul diverso piano delle relazioni sindacali.
E anche in questo caso, come durante la riunione, si preannuncia il conflitto per i giusti interrogativi che le varie OO.SS. hanno rappresentato su tutta l’operazione.
Sia pure con sfumature differenti, anche per i diversi ruoli che il personale dalle stesse rappresentato svolge nei tre Enti, tutte le OO.SS., infatti, hanno avanzato critiche e contestazioni rispetto a un’operazione con la quale, in sostanza, INPS, INAIL e ISTAT mettono insieme gli asset informatici per cederli a una società per azioni, appartenente al tipo delle società in house a capitale interamente pubblico “a controllo congiunto” (i tre Enti insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri o ministro delegato per l’Innovazione e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali).
Un’operazione che ci sembra per certi versi rappresentare uno spin off “societario” rispetto alla quale le garanzie di controllo pubblico, governance, peso specifico degli Enti nel consiglio di amministrazione della NewCo, salvaguardia delle competenze del personale interno all’Istituto, sembrano ancora essere molto poco chiare e indefinite.
La sensazione, quindi, a nostro avviso, è che siano quantomai necessari e opportuni tempi lunghi di riflessione, perché i dubbi manifestati al tavolo sindacale e ai quali sentiamo di unirci, sono numerosi e non di poco conto.
E le conseguenze di scelte sbagliate potrebbero ricadere sul futuro della previdenza e assistenza pubblica nel Paese e in generale sull’autonomia dei 3 Enti interessati dalla riforma, come anche la nostra O.S. non ha mancato di evidenziare.
Tempi che, invece, le disposizioni che scadenzano in maniera ravvicinata la costituzione e l’avvio di 3-I Spa sembrerebbero non voler offrire; quasi a voler affermare e comunque dimostrare che “costituire” una società, “reperire le risorse”, “selezionare” e “assumere” la grande quantità di personale necessario, sia una cosa possibile da fare dall’oggi al domani e sostenerlo al di là di ogni ragionevole e motivata osservazione mossa nel merito.
Tutto ciò in un quadro nel quale le norme suggeriscono e in qualche misura impongono il “costante” confronto con il personale e le sue organizzazioni rappresentative su tutte le scelte che impattano su organizzazione e disciplina del lavoro.
Pertanto, come sindacato della dirigenza, professionisti e medici, così come abbiamo riconosciuto gli elementi a favore della riforma (possibilità di fare massa critica e conseguire economie di scala negli acquisti di applicativi software; opportunità di far parlare le banche dati di INPS, INAIL e ISTAT abbandonando la logica dei silos, occasione per offrire in futuro migliori servizi al cittadino e una maggiore spinta alla digitalizzazione), abbiamo evidenziato i numerosi rischi che l’operazione comporta.
Le perplessità, come evidenziato alla riunione, riguardano 3 aspetti:
– costi e trasferimento risorse
– trasparenza e imparzialità
– personale.

Quanto al primo, non è infrequente che operazioni simili che hanno affidato a Spa pubbliche (o miste pubblico/privato) un’attività di pubblico servizio, hanno portato in altre realtà (ad esempio territoriali) alla conseguenza che attività che prima erano svolte dalle strutture interne di un ente, sono state affidate – nello stesso modo – a una pluralità di società, con il sistema delle scatole cinesi, con altrettanti consigli di amministrazione i cui compensi erano a carico del contribuente.

Abbiamo quindi messo in guardia dai costi, anche occulti, del cda e dell’organizzazione della NewCo, e ai rischi di una privatizzazione anche solo formale, affinché non siano messe in discussione anche le risorse che spettano al personale dell’Istituto.
Quanto al peso della volontà dell’Istituto nello Stato di 3-I Spa abbiamo chiesto di capire di più del cd. “controllo analogo” che lo stesso, unitamente agli altri Enti, dovrà svolgere sulla società, che, al momento, davvero sembra una sorta di rebus avvolto in un mistero… che sta dentro un enigma…
Cedere un asset, a nostro avviso, non è cosa da poco e occorre chiarezza su quali e quante risorse (e in che modalità) saranno cedute a 3-I Spa.
Il discorso riguarda non solo i beni fisici e informatici e le risorse economiche che dovranno affluire in maniera maggioritaria dal bilancio dell’Istituto e dalla voce spese di investimento, ma anche le competenze interne.
Su questo il Direttore Generale, Caridi, presente per parte della riunione, ha voluto chiarire che non ci saranno forme di mobilità non volontaria e quindi una dissipazione delle competenze.
Un intervento che ci pare quantomai opportuno visto anche il grande impegno messo nella formazione e le competenze acquisite dai dirigenti e dal personale dell’informatica dell’Istituto che lo stesso ha già messo a dura prova, mentre venivano moltiplicati dal Governo in maniera esponenziale i bonus e i servizi richiesti.
Sembrerebbe, inoltre, un controsenso affrontare importanti investimenti per i nuovi concorsi anche tra i dirigenti e poi cedere risorse alla nuova società che, com’è stato chiarito ed è auspicabile, dovrà contare su risorse proprie.
Abbiamo quindi chiesto che per il personale dei settori interessati ci siano garanzie di permanenza in Inps e possibilità di percorsi di carriera anche interni dell’Istituto, senza nessun tipo di esodo più o meno spontaneo.
Infine, i dubbi su TRASPARENZA E IMPARZIALITÀ.
Andrà mantenuta alta l’attenzione da parte dell’Istituto e per quanto riguarda i manager cooptati tra dirigenti del settore privato dalla società in house.

Avremmo, a nostro avviso, avuto più garanzie nel lasciare le attività all’interno degli Istituti e a funzionari interni che seguono le regole pubblicistiche a tutela dell’interesse pubblico e anche soprattutto a manager pubblici meno soggetti a conflitti di interesse e meno sensibili a pressioni di lobbies.
Ciò anche a fronte di non rari esempi di manager di società, anche pubbliche poi privatizzate, che hanno operato secondo una “logica estrattiva”, volta a massimizzare il valore nel breve, lasciando gli investimenti e il perseguimento e la creazione di valore pubblico in secondo piano.

***

Detto questo, non possiamo prescindere dal silenzio imbarazzante che è caduto sul CCNI 2021 dei dirigenti, professionisti e medici, per i quali sono noti i nodi sottostanti, dalla importante questione del ripristino dell’indennità di prima sistemazione alla necessità di non introdurre nuove modifiche volte a stravolgere gli accordi già intercorsi ad anno di riferimento ormai trascorso.
Il tempo, a nostro avviso, è scaduto ed è necessario riattivare immediatamente il tavolo sindacale nazionale per la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo, visti anche i numerosi adempimenti previsti tra relazione sulla performance (approvata), valutazione riferita al 2021 e certificazione delle amministrazioni vigilanti.

Lucio Paladino
Segretario nazionale
Cida Fc Sezione Inps

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