CIDA INPS – Costituzione del Comitato dei Garanti

CIDA INPS – Costituzione del Comitato dei Garanti

Comunicato 15-2020

Roma, 16 dicembre 2020

INCONTRO SINDACALE SULLA COSTITUZIONE IN INPS DEL COMITATO DEI GARANTI PER I CASI DI RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE – PROPOSTE CIDA

Il Comitato dei Garanti é uno specifico organismo che, in posizione di terzietà e autonomia, sarà chiamato ad intervenire in tutte quelle situazioni che possono comportare casi di responsabilità dirigenziale.

La sua costituzione in Istituto è stata annunciata da una informativa sindacale dell’Amministrazione, rispetto alla quale, come Cida, abbiamo chiesto immediatamente la fissazione di un incontro sindacale che è avvenuto lo scorso venerdì 11 dicembre alla presenza della Direttrice generale e di tutte le sigle rappresentantative dell’area dei dirigenti e professionisti in Istituto.

Il Comitato dei garanti, è già previsto dal testo unico del pubblico impiego per le amministrazioni statali e, previo adeguamento dei rispettivi ordinamenti, tenuto conto delle relative peculiarità, è prevista la sua costituzione anche negli enti pubblici non economici.

Un organismo di garanzia che ha la finalità di rendere un parere obbligatorio prima dell’adozione di qualsiasi provvedimento che attivi forme di responsabilità dirigenziale, e che entra in gioco in tre specifiche casistiche previste dall’art. 21 del testo unico del lavoro pubblico:
– mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dai piani;
– inosservanza delle direttive;
– colpevole violazione del dovere di vigilanza sul rispetto degli standard quantitativi e qualitativi fissati dall’Amministrazione.

Ora, anche a seguito della ricostituzione del CdA e per la piena attuazione del principio di separazione tra l’attività di indirizzo politico amministrativo e l’attività di gestione amministrativa – queste appunto le finalità declinate nell’informativa – l’Amministrazione punta a ricostituirlo anche in Inps.

La sua operatività è stata presentata come “indispensabile a valorizzare l’Istituto della responsabilità dirigenziale e la funzione di garanzia già assegnata al Comitato in parola dalla normativa vigente”.

In un ente come il nostro dove già i momenti di esame e confronto sull’andamento delle performance e i comportamenti manageriali sono molteplici (cruscotto, scheda di valutazione, decurtazione della retribuzione di risultato, responsabilità disciplinare, ecc.) abbiamo dunque chiesto di vederci chiaro.

La fissazione dell’incontro insieme alle altre OO.SS. rappresentative è servita così a fare luce su criteri e finalità dell’intevento e a presentare il nostro contributo di idee e proposte.

Dal punto di vista delle garanzie di terzietà, ci è stato confermato che la riformulazione dell’art. 38 con il quale sarà reintrodotto il Comitato dei Garanti, sarà accompagnata da un regolamento con il quale saranno disciplinati composizione e funzionamento del Comitato e soprattutto sarà prevista l’elezione al suo interno di un rappresentante della dirigenza dell’Istituto.

Quindi, a breve, dovrebbero esserci apposite consultazioni elettorali interne dove un collega dirigente di prima fascia potrà essere votato per farne parte da tutta la dirigenza di prima e seconda fascia.

Chiaramente come Cida chiederemo che sia un collega che conosca bene le specificità Inps, le situazioni complesse che ciascun dirigente è chiamato a gestire, proprio per fornire questo apporto di esperienza e conoscenza e, vorremmo dire, di sensibilità, agli altri due componenti, un esperto di lavoro pubblico e un magistrato consigliere nominato dalla Corte dei Conti con funzioni di Presidente.

E sempre in quest’ottica abbiamo chiesto e ci auguriamo concordato una riformulazione dell’art. 38 del regolamento di organizzazione che valorizzi al massimo grado quegli spazi di “Autonomia” che l’art. 27 del testo unico riserva al nostro ente.

Abbiamo, insieme alle altre OO.SS. presenti al tavolo, chiesto che, in relazione all’accertamento del mancato raggiungimento degli obiettivi, si tenga conto di tutte le specificità del sistema di valutazione e misurazione della performance in uso all’Istituto con riferimento a tutte quelle situazioni dove spesso per ragioni strutturali possono verificarsi scostamenti nel raggiungimento degli obiettivi programmati.

Il mancato raggiungimento degli obiettivi deve, infatti, nella nostra opinione, riguardare sia il dato produttivo, sia il dato di valutazione della performance individuale (specifica per adattare all’Istituto la parola generica di sistema di valutazione) ed entrambi devono essere imputabili al dirigente.

Ancora abbiamo fatto presente che la violazione delle direttive deve essere quantomeno “grave” per poter portare alla revoca dell’incarico e deve essere imputabile anche questa al dirigente.

Da ultimo, ma è il dato più importante, abbiamo chiesto di introdurre il concetto che la violazione “può comportare” la revoca dell’incarico, e non come nella stesura originaria dell’Amministrazione “comporta”, e che quindi non è un automatismo ma si deve valutare caso per caso.

Su questa e altre istanze hanno convenuto tutte le sigle presenti al tavolo sindacale.

Ci auguriamo che l’Amministrazione voglia accogliere le nostre proposte anche per evitare tutte quelle conflittualità e il potenziale contenzioso che in mancanza di regole chiare, puntuali e trasparenti, si rischierebbe in maniera evidente di generare.

Come sempre sarà nostra cura tenervi informati sull’evolversi della vicenda.

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti serene festività natalizie.

Lucio Paladino

Segretario nazionale

CIDA FC SEZ. INPS

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