CIDA INPS – Comunicato n. 3 del 12 febbraio 2020

CIDA INPS – Comunicato n. 3 del 12 febbraio 2020

Comunicato 3-2020

Roma, 12 febbraio 2020

CIDA: attribuzione degli incarichi a seguito dell’interpello, diritto all’incarico da parte di tutti i dirigenti e ripristino dell’indennità di prima sistemazione

Si è tenuta ieri sera, con le OO.SS. rappresentative dell’Area VI, l’attesa riunione sindacale sulla “proposta” di rivisitazione dei coefficienti di retribuzione di risultato per gli incarichi dei dirigenti di seconda fascia, oggetto del nostro precedente comunicato sindacale, con il quale avevamo già prospettato con forza ai vertici dell’Istituto ciò che non ci convince del recente interpello per l’attribuzione degli incarichi indetto dall’Amministrazione con il messaggio Hermes n. 361 del 31 Gennaio u.s..

È stata questa l’occasione per ribadire le coordinate e i punti che riteniamo fondamentali in questa fase di “esame delle candidature” per i nuovi incarichi di II fascia che saranno attribuiti di qui a breve.

Abbiamo riscontrato una disomogenea e poco attenta applicazione del principio di rotazione per cui ogni nuovo Direttore Regionale e Direttore Centrale sta applicando il regolamento sulla rotazione con modalità diverse e, a volte, con interpretazioni soggettive.

Considerato che quasi tutti i dirigenti di II fascia ricoprono l’incarico in corso solo da tre anni, stante la precedente riorganizzazione del Presidente Boeri del 2017 che impose la rotazione di tutta la dirigenza, non appare accettabile, infatti, che si possa propendere a far ruotare tutti o quasi i dirigenti di II fascia.

Questo eccessivo ricorso alla rotazione, a nostro giudizio, non torna utile all’Istituto perché impedisce, di fatto, il consolidarsi di professionalità e specializzazioni che vengono così vanificate da continue riorganizzazioni e conseguenti attribuzioni di nuovi incarichi.

Abbiamo ribadito l’importanza di non disperdere le professionalità già formate, che hanno operato raggiungendo ottimi risultati nel triennio precedente, sottolineando quindi il concetto che una rotazione inopportuna può tramutarsi in un danno per l’Amministrazione.

La nostra richiesta, pertanto, è che siano adottati criteri e linee guida volte ad attenuare la soggettività delle scelte, affidandosi a principi portatori di maggiore oggettività ed omogeneità, e soprattutto ragionando con “spirito di squadra” ed evitando quindi fughe in avanti rispetto all’esigenza fondamentale di garantire a tutti il diritto all’assegnazione dell’incarico.

Il “Diritto all’incarico”, che costituisce una legittima aspettativa dei dirigenti di II fascia dell’Amministrazione, è anche un obbligo per l’Amministrazione che deve evitare, particolarmente in questa fase, di lasciare i dirigenti in balia delle scelte del singolo Direttore regionale o centrale, gestendo e accompagnando quindi l’attribuzione di ogni incarico come una questione che riguarda l’intera organizzazione e non i singoli.

Si tratta di un punto fondamentale che richiede molta cautela soprattutto a seguito della rotazione delle prime fasce già attuata, che, per scelta precisa dell’Amministrazione, ha portato sul territorio tutti Dirigenti regionali nuovi e in Direzione Generale tutti Direttori Centrali appena incaricati di nuove competenze.

Questa O.S. ha, inoltre, nuovamente evidenziato la brusca inversione di rotta circa i “coefficienti di risultato” proposta dall’Amministrazione, rammentando la necessità e l’importanza di mantenere i patti siglati con il contratto integrativo di Ente del 2015 dove, a fronte della difficile situazione di molte sedi territoriali, si era deciso di aumentare la retribuzione di risultato di tutti i dirigenti territoriali con incarichi di direttori di sede, riconoscendo la particolare responsabilità e l’impegno di tali incarichi.

Pertanto va salvaguardato, a nostro avviso, il “gioco di squadra” e mantenuta, rafforzata, la “fiducia” che i dirigenti avevano riposto nell’Amministrazione in occasione di quell’interpello proponendosi per incarichi di Direttori di sede territoriale e accettando di trasferirsi, convinti di avere l’apprezzamento dei vertici dell’Istituto.

Su questo riteniamo non si debba tornare indietro e, in tal senso, accogliamo la favorevole apertura dell’Amministrazione che già dalla prossima settimana ha assicurato avvierà un “gruppo di lavoro” sulla “proposta” di rivisitazione dei coefficienti di retribuzione di risultato che successivamente dovrà, dopo le necessarie modifiche, essere recepita nell’ipotesi di CCNI 2020.

Chiederemo in tale sede il ripristino del coefficiente di risultato dei direttori di Sedi territoriali riportandolo dal parametro 140 al parametro 150 e una maggiore attenzione ai coefficienti collegati a quegli incarichi che, sia al centro sia sul territorio, presentano caratteristiche di omogeneità.

Su ciò pensiamo di aver ottenuto una disponibilità e una forte attenzione dell’Amministrazione e del capo del personale, che abbiamo potuto riscontrare anche su un’altra battaglia storica di questa O.S.: il ripristino dell’“indennità di prima sistemazione”.

Ci aspettiamo a breve, pertanto, come confermatoci a seguito di nostra specifica richiesta, il ripristino di detta indennità, la cui istruttoria appare pressoché definita, che in passato si è dimostrata estremamente utile nel favorire la mobilità dei dirigenti e la copertura delle sedi più disagiate e critiche.

Confidiamo, quindi, in una prossima informativa nella quale saranno chiariti dettagli e importi dell’indennità unitamente all’avvio del “tavolo tecnico” dove, a seguito della clusterizzazione delle sedi presentata con le recenti determine presidenziali, che ha fornito una maggiore trasparenza su incarichi e complessità organizzative delle sedi, cominciare a discutere dei “riflessi” sui coefficienti di risultato di tale clusterizzazione, quale materia di contrattazione sindacale e quindi ottenere la chiarezza e le informazioni necessarie in questa  fase di attribuzione degli incarichi.

Vi terremo informati sugli sviluppi.

Lucio Paladino

 

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