CIDA INPS – Comunicato n. 2

CIDA INPS – Comunicato n. 2

Comunicato 9-2020

Roma, 17 giugno 2020

 

 

 

Al via l’Osservatorio paritetico per l’innovazione sul riassetto organizzativo dell’area medico legale – pagamento pre-saldo retribuzione di risultato dirigenti

 

Ieri martedì 16 giugno questa O.S. ha partecipato alla prima riunione dell’Organismo paritetico per l’innovazione.

L’Istituto, tra le prime amministrazioni in Italia, ha provveduto, infatti, ad istituire quest’organismo che è previsto dal CCNL dell’area delle Funzioni centrali, sottoscritto presso l’ARAN il 9 marzo 2020.

La sua costituzione in INPS è avvenuta con grande tempestività già il 19 maggio u.s. nel pieno della “Fase 2”, con la determinazione direttoriale n. 218.

L’incontro è stato convocato in videoconferenza per discutere della rivisitazione dell’assetto organizzativo dell’area medico legale dell’Istituto.

A nostro avviso, l’appuntamento rappresenta anche qualcosa in più.

La costituzione dell’Organismo paritetico può essere considerata, infatti, per questa O.S., un po’ la cartina di tornasole della possibilità di lavorare sul piano istituzionale con la Tecnostruttura su obiettivi comuni, come i progetti di organizzazione, innovazione e miglioramento dei servizi, mantenendo, nella separazione dei ruoli, buone relazioni negoziali.

E non a caso il CCNL, all’art. 6, prevede la convocazione dell’Osservatorio per realizzare il “coinvolgimento partecipativo” delle OO.SS. di categoria titolari della contrattazione integrativa, su tutto ciò che ha una dimensione progettuale sotto il profilo organizzativo e un carattere complesso e/o sperimentale.

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Significativa, pertanto, l’occasione per il debutto dell’organismo paritetico, che è stata, come detto, la discussione della riorganizzazione del personale dell’area medico legale, il cui nuovo assetto rappresenta evidentemente una svolta in uno dei settori più importanti e più sensibili dell’Istituto per le diverse funzioni che i medici del nostro Ente rivestono nell’ambito delle prestazioni previdenziali e assistenziali.

La riorganizzazione modifica l’articolazione delle unità operative medico legali Semplici (UOS) e Complesse (UOC) sul territorio.

Al riguardo, abbiamo chiesto l’integrazione della nostra delegazione con un professionista medico designato da questa O.S, il dott. Antonio Sapone.

In linea con le modificazioni che tutti i sistemi organizzativi sanitari stanno vivendo, muovendosi verso una strutturazione di tipo orizzontale, a matrice, per intensità di cure, abbiamo sostenuto che le differenze tra una UOC ed una UOS, se analizziamo i prodotti lavorati, appaiono poco rilevanti.

Entrambe, infatti, lavorano gli stessi prodotti. La differenza tra le stesse, allora, non può che essere dovuta ad altri fattori, quali l’orografia del territorio, l’estensione del territorio, il numero della popolazione residente, e di conseguenza i carichi di lavoro.

Per questi motivi riteniamo un buon documento quello presentato dall’Amministrazione e che alleghiamo, soprattutto se teniamo presente il punto di partenza, vale a dire una organizzazione che non teneva conto dell’impatto delle prime visite di invalidità civile, della mole del contenzioso e della malattia dei pubblici dipendenti sui centri medico legali.

Siamo, quindi, arrivati ad una nuova previsione di organizzazione che risponde alla esigente sia del cliente interno ma soprattutto del cliente esterno.

Finalmente, inoltre, le Unità Operative con più intensità di cure, quindi più complesse, saranno affidate a Dirigenti Medici di II Livello. Come è giusto che sia.

Queste le ragioni e le osservazioni che rimettiamo all’Osservatorio e che sono alla base del buon risultato della riunione e dell’operato dell’Amministrazione, fermo restando che ulteriori miglioramenti organizzativi appaiono ancora possibili come, ad esempio, l’ampliamento delle UOC in alcune sedi territoriali più critiche.

Con le minime modifiche, richieste anche da altre O.S., si può pertanto, a nostro avviso, dare il via all’esecuzione della riorganizzazione, che riteniamo necessaria e non più rinviabile.

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Cogliamo l’occasione per confermare che, con i cedolini del corrente mese di giugno, ci sarà la messa in pagamento di un anticipo del saldo della retribuzione di risultato dei dirigenti relativa all’anno 2019.

La tassazione del pre-saldo sarà quella corrente ma abbiamo chiesto che quanto prima siano individuate le soluzioni tecniche per applicare la tassazione separata a tutti gli emolumenti arretrati.

Questa soluzione, a nostro avviso, si impone considerato quanto recentemente affermato dall’Agenzia delle Entrate che, in risposta a un interpello presentato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha chiarito ciò che noi, insieme ad altre sigle sindacali, sosteniamo da tempo, ossia che la tassazione separata, più conveniente per i lavoratori rispetto alla tassazione corrente che comporta l’applicazione di un’aliquota marginale IRPEF più alta, si applica in tutti i casi in cui l’erogazione degli emolumenti per prestazioni di lavoro dipendente avvenga in un periodo di imposta successivo a quello di riferimento “a prescindere da qualsiasi indagine di fatto in ordine al ritardato pagamento”.

Il nuovo orientamento non potrà che comportare, come fatto presente nella nota congiunta con altre OO.SS., del 12 giugno scorso:

  • il recupero della maggiore IRPEF trattenuta sulle retribuzioni del 2019 con riferimento agli emolumenti di competenza del 2018 e corrisposti lo scorso anno;
  • la tassazione separata dei compensi di competenza del 2019 e per i quali appunto nel corrente mese è stato erogato un acconto del saldo con la compensazione delle maggiori imposte versate già in occasione del futuro saldo della retribuzione di risultato 2019.

Non mancheremo di farci parte attiva sollecitando l’Amministrazione in proposito.

 

Lucio Paladino

Segretario nazionale

CIDA FC Sezione Inps

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