CIDA INPS – comunicato n. 1 del 16 gennaio 2020

CIDA INPS – comunicato n. 1 del 16 gennaio 2020

NUOVA CLUSTERIZZAZIONE ORGANIZZATIVA: UN PRIMO PASSO VERSO PERCORSI DI CARRIERA TRASPARENTI

È stata presentata nella serata di lunedì 13 gennaio alle OO.SS. rappresentative dell’area VI (dirigenti, professionisti e medici) l’informativa sulla nuova clusterizzazione organizzativa delle Strutture territoriali dell’Istituto.

Si tratta del primo tassello del percorso che, vista la prossima scadenza dei contratti individuali di fine febbraio, porterà all’interpello per gli incarichi di seconda fascia e quindi ha un rilievo preminente, non solo organizzativo, ma anche per le evidenti conseguenze che avrà sulla fissazione della retribuzione di posizione, parte varabile, e per l’individuazione dei coefficienti di risultato dei vari incarichi della dirigenza di II fascia.

Nell’immediato futuro dovrà, infatti, essere avviato il previsto confronto e la contrattazione sulla complessità delle aree dirigenziali individuate nell’ambito dei diversi cluster (gruppi di sedi o aree organizzative omogenee) e sull’individuazione del numero e del contenuto di attività delle aree dirigenziali attribuite alle Strutture territoriali e di Direzione Generale.

Con il primo documento in allegato, infatti, l’Amministrazione ha integrato e modificato, anche per una precisa richiesta di questa O.S. e di altre organizzazioni sindacali presenti al tavolo nazionale, l’informativa in tema di classificazione delle Strutture provinciali e le filiali metropolitane in termini di complessità, resa in data 14 novembre u.s., già oggetto e allegata ad un nostro precedente comunicato.

In sostanza le sedi provinciali vengono articolate nella seguente tabella in cluster di complessità:

ELEVATA COMPLESSITÀCOMPLESSITÀ 1 COMPLESSITÀ 2COMPLESSITÀ 3
FM MILANO, DP TORINO, FM NAPOLIFM NORD-CAMALDOLI, FM AREA STABIESE, FM ROMA TUSCOLANO, FM NORD-OVEST FLAMINIO, FM SUD-OVEST EUR, FM ROMA, FM AREA FLEGREA-POZZUOLI, FM AREA NOLANA FM SUD-EST CASILINO, FM ROMA MONTESACRO, COSENZA, LECCE, REGGIO CALABRIA, FOGGIA, MESSINA, CATANIA, CASERTA, PALERMO, BRESCIA, BARI, TARANTO, SALERNO, CAGLIARI, BOLOGNA, BERGAMO, FIRENZE, VENEZIA, GENOVACHIETI BRINDISI TRAPANI AVELLINO AGRIGENTO CATANZARO TREVISO VERONA PADOVA PERUGIA SASSARI BOLZANO FROSINONE LATINA, MONZA ANCONA VARESE VICENZA MODENAISERNIA, NUORO, GROSSETO, ORISTANO, VIBO VALENTIA, MATERA, CALTANISSETTA, ENNA, VITERBO, RIETI, CROTONE, BENEVENTO, CAMPOBASSO, POTENZA, SONDRIO, MANTOVA, ROVIGO, ASTI, VERCELLI, SIENA, SAVONA, ASCOLI PICENO, TERAMO, CUNEO, FERMO, PAVIA, PIACENZA, MACERATA, PISTOIA, PESCARA, PISA, AREZZO, IMPERIA, RAGUSA, AOSTA, PORDENONE, UDINE, SIRACUSA, TERNI, TRENTO, L’AQUILA, BIELLA, CREMONA, RAVENNA, GORIZIA, FORLI’, LIVORNO, LECCO, ALESSANDRIA, LA SPEZIA, COMO, LODI, FERRARA, BELLUNO, VERBANO-CUSIO-OSSOLA, PARMA, NOVARA, REGGIO EMILIA, PRATO, RIMINI, PESARO, TRIESTE, LUCCA, MASSA CARRARA, BARLETTA, ANDRIA-TRANI FP ROSSANO CALABRO

Con il secondo documento in allegato, il meccanismo viene esteso alla clusterizzazione organizzativa delle Direzioni regionali (DR) e delle Direzioni di Coordinamento metropolitano (DCM), così come in tabella:

 

Cluster organizzativi per le sole “Strutture a livello regionale” di cui alla lettera F dell’Ordinamento delle Funzioni centrali e territoriali (det. n.119/2019)Direzioni regionali e Direzioni di coordinamento metropolitano
Complessità organizzativa A

Livello generale

Direzioni regionali:

Piemonte;

Lombardia (con esclusione di Milano);

Veneto;

Emilia-Romagna;

Toscana;

Lazio (con esclusione di Roma);

Campania (con esclusione di Napoli);

Puglia;

Sicilia.

Direzioni di coordinamento metropolitano:

Milano;

Roma;

Napoli.

Complessità organizzativa B

Livello generale

Direzioni regionali:

Liguria;

Friuli-Venezia Giulia;

Marche;

Abruzzo;

Calabria;

Sardegna

Complessità organizzativa C

Livello generale

Direzioni regionali:

Umbria;

Molise;

Basilicata

Complessità organizzativa D

Livello dirigenziale

Direzioni regionali:

Trentino-Alto Adige;

Valle d’Aosta

 Vengono, inoltre, individuate le macro-attività che porteranno alla definizione, con apposita Circolare, delle Aree dirigenziali di seconda fascia attribuite a ciascuna Direzione regionale in base al cluster di appartenenza e alla diversa aggregazione in uno o più posti funzione delle medesime macro attività.

Fin qui, quanto presentato dalla delegazione trattante presieduta dal capo del personale, dott.ssa Maria Grazia Sampietro.

Nel corso della riunione abbiamo, quindi, preso atto che, come previsto nel documento illustrativo, la nuova clusterizzazione ha come obiettivi quelli di incentivare la dirigenza alla proposizione per la conduzione di “strutture critiche” e di individuare elementi oggettivi utili alla definizione dei “percorsi di carriera” basati sulla crescita delle capacità manageriali, come più volte chiesto di questa e da altre OO.SS. al tavolo nazionale.

Abbiamo, tuttavia, osservato come in maniera evidente questa clusterizzazione organizzativa è propedeutica a determinare le griglie entro le quali verranno pesate le aree a livello territoriale e la relativa e conseguente “retribuzione di risultato” associata agli incarichi che verranno attribuiti all’esito del prossimo interpello per le seconde fasce che, sotto tale profilo, abbiamo più volte ribadito, dovrà essere un interpello trasparente, con la chiara evidenziazione delle conseguenze economiche delle scelte che verranno effettuate, senza modifiche retroattive stabilite a livello di CCNI relativo all’anno 2020, che, in occasione degli interpelli, dovrà essere reso noto almeno a livello di ipotesi di contratto integrativo.

Se, quindi, a nostro avviso, il documento di clusterizzazione non presentava rilievi dal punto di vista formale, nel merito abbiamo chiesto di conoscere, per un’esigenza di maggiore trasparenza e conoscibilità, il dettaglio dei criteri e dei parametri che hanno condotto alla scelta di attribuire le sedi a un’area di complessità o ad un’altra, non essendo, a nostro avviso, esaustiva l’argomentazione generica di “aver attribuito maggior peso agli indicatori sociali ed economici rispetto a quelli dimensionali”.

In aggiunta ai chiarimenti forniti nel corso della seduta, abbiamo chiesto e ottenuto un ulteriore documento, sempre in allegato, che esplicita, in linea di massima, all’interno delle variabili utilizzate per la definizione dei cluster (tipologia di struttura, volume di produzione, complessità del contesto ambientale/variabili socio-economiche) i rispettivi pesi percentuali e valori relativi conseguenti.

Come O.S. riteniamo che le ulteriori informazioni fornite appaiano utili per meglio delineare, almeno a livello territoriale, quei percorsi di carriera e crescita professionale richiesti dai nostri iscritti, anche se non possiamo non rilevare come un maggiore coinvolgimento nella fase di definizione degli stessi avrebbe consentito di evitare alcuni disallineamenti e conseguenti ripensamenti circa quanto contenuto nella prima informativa del 14 novembre 2019, proprio per assicurare quella conoscenza e piena trasparenza dei meccanismi che, anche nelle prossime fasi di negoziazione, dovranno guidare la scelta della sede nel prossimo interpello per gli incarichi di seconda fascia.

I prossimi passi a questo punto riguardano non più l’aspetto dell’informativa o del confronto sindacale, quanto la contrattazione sulle conseguenze economiche, a livello di “coefficienti” e “parametri” della retribuzione di risultato, e la distribuzione delle Strutture territoriali nei predetti cluster organizzativi e la declinazione sia per numero che per contenuto di attività delle aree di seconda fascia da attribuire sul territorio (alle DR, DCM e relative Direzioni provinciali) e in Direzione Generale (alle diverse Direzioni centrali).

Al riguardo, come O.S., riteniamo debba essere assicurata – anche a fronte del mutato assetto organizzativo che vede aumentato il numero e le competenze delle Strutture centrali -, un adeguato presidio delle stesse, con un’equa distribuzione del numero di aree dirigenziali tra centro e territorio, discorso che può essere esteso alle direzioni regionali, dove, sempre a nostro avviso, è importante assicurare che ci siano posizioni manageriali sufficienti a garantire il governo effettivo di tutte le funzioni da presidiare.

Un ultimo punto sul quale intendiamo ritornare è infine quello di una mitigazione dell’applicazione del principio di rotazione in sede di attribuzione degli incarichi di seconda fascia, in quanto, vista la rotazione totale delle prime fasce, per il rinnovo degli incarichi delle seconde fasce ci aspettiamo una rotazione molto più cauta considerata la necessità di garantire la continuità e il buon andamento delle attività amministrative e quindi l’adozione di cautele che rispettino la complessità del contesto organizzativo e la necessità del presidio ottimale di funzioni di elevata specializzazione.

Non mancheremo di tenervi informati degli sviluppi.

Lucio Paladino

Segretario nazionale

Cida Fc Sezione Inps

informativa 1 – clusterizzazione

informativa 1 bis (ModelloDRDCM)

composizione Cluster_

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