CIDA ASDACI – Seconda riunione su misure di contrasto alla pandemia in corso

CIDA ASDACI – Seconda riunione su misure di contrasto alla pandemia in corso

COMUNICATO CIDA FC – ACI (Asdaci)

In data odierna si è tenuto la seconda riunione, dopo quella del 29 aprile,  avente ad oggetto l’esame delle misure di contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli uffici dell’ACI, relativamente al confronto per il protocollo dei dirigenti e professionisti dell’Ente.

Diamo atto in premessa al Presidente e al Segretario Generale di aver operato con la massima attenzione nella fase uno, per la salvaguardia e nell’interesse del personale, adottando misure e provvedimenti adeguati.

Ciò premesso, non abbiamo compreso e condiviso le ragioni per cui la conduzione tecnica della trattativa sia stata impostata in maniera tale da far trovare la rappresentanza della Dirigenza e delle Alte Professionalità, convocata per la condivisione di un accordo mentre un protocollo sulla stessa materia è stato già sottoscritto ed è addirittura già oggetto fin dalla scorsa settimana di incontri in sede decentrata per la relativa parte applicativa proprio per il tramite dei Dirigenti e dei Responsabili di struttura.
Abbiamo dichiarato fin dalla sottoscrizione del protocollo a livello nazionale tra la CIDA e il Ministro la nostra massima disponibilità a confrontarci e a concludere presto un documento d’intesa  nell’interesse dei lavoratori e dell’ACI ed è per questo motivo che la conduzione dei lavori e soprattutto il mancato adeguato coinvolgimento della Rappresentanza della Dirigenza non trova alcuna ragionevole spiegazione, ma ha ottenuto l’unico risultato di  mettere CIDA FC – ACI (Asdaci) nella condizione di fatto di non poter apportare fino in fondo il proprio contributo di proposte, professionalità ed esperienza nella gestione di una fase emergenziale che si annuncia irta di rischi e difficoltà di varia natura.
Questo risultato è tanto più incomprensibile se si considera che la sicurezza e la tutela della salute nell’ambito degli spazi di lavoro condivisi sono principi  che riguardano tutti in egual modo, senza distinzioni di ruoli e categorie, tematiche rispetto alle quali dovrebbe essere interesse comune quello di individuare le migliori soluzioni con il contributo di tutti, senza distinzioni della provenienza delle proposte.
Nell’unica riunione a cui siamo stati chiamati a partecipare e che risale, come detto al 29 aprile scorso, abbiamo fornito un primo contributo di proposte, che peraltro in parte sono state anche recepite e le abbiamo ritrovate nel documento sottoscritto a testimonianza della ragionevolezza e costruttività della nostra partecipazione come sempre improntata alla massima apertura e disponibilità al confronto con grande spirito di servizio e senso di responsabilità.
Non abbiamo difficoltà a valutare positivamente molte misure previste nel documento anche se, a nostro avviso, alcuni punti meriterebbero una più adeguata previsione e in particolare, a mero titolo esemplificativo:

1) riteniamo che un punto critico possa rivelarsi quello degli addetti al primo soccorso e al servizio antincendio, funzioni che nel corso degli anni non sono state adeguatamente sostenute e incrementate e che oggi possono rappresentare un problema in termini numerici e di aggiornamento con possibili tensioni all’interno degli uffici laddove la presenza di queste figure rappresenta una conditio sine qua non rispetto all’apertura degli stessi. Riteniamo che vada ampliato il numero dei dipendenti coinvolti nell’attività così da rendere più agevole la turnazione e la copertura della funzione così come anche riteniamo si debba esplorare la possibilità di esternalizzare queste attività laddove le condizioni lo consentano;
2) i colleghi che svolgono le loro attività direttive presso gli Automobile Club meriterebbero una maggiore attenzione perchè trattasi di dipendenti ACI ai quali devono essere garantite e riservate le stesse identiche forme di tutela e assistenza previste per tutti gli altri lavoratori ACI e di questo l’Ente  avrebbe dovuto farsi carico in modo più diretto e fattivo piuttosto che limitarsi ad un generico invio del protocollo predisposto dall’ACI  auspicando che tutti poi si adeguino ad esso senza peraltro valutare se e come poi l’impatto possa essere operativamente rapportato alle dimensioni ed alle necessità degli stessi Automobile Club;
3) sono state introdotte una serie di misure regolatrici delle presenze del personale il cui sovrapporsi rende difficile, ma in certi casi quasi impossibile, procedere all’apertura degli uffici e comunque a mantenere il giusto livello di servizio ai cittadini con continuità ed efficacia;

4) problematiche riferite alla reperibilità e disponibilità dei medici competenti senza contare le procedure messe in atto per la trasmissione dei dati sensibili, personali e sanitari;

5) non è stato previsto un paragrafo dedicato all’eventualità che nella cosiddetta Fase 2 si rendano necessari Lock Down parziali o totali individuando da subito, procedure, ruoli e strumenti onde evitare di ripercorrere la situazione caotica che, comprensibilmente, è stata vissuta durante la prima emergenza.

ll  fatto che i dirigenti siano anche datori di lavoro non può significare che agli stessi debbano essere attribuiti obblighi di fare e provvedere connessi ad un continuo richiamo delle relative responsabilità  senza che però siano resi disponibili gli strumenti adeguati per operare sia pur in un regime di estrema criticità e di mutevole cambiamento del quadro di riferimento.

Questi per sommi capi alcuni dei punti evidenziati.

Tutto ciò premesso, ritenendo assolutamente prioritario coniugare la tutela della salute di tutti i dipendenti ACI e degli Automobile Club con la sollecita ripresa delle attività a favore dei cittadini e dei soci per garantire lo svolgimento del ruolo e l’erogazione di quei servizi che la Federazione ha sempre assicurato nei confronti della collettività e degli specifici settori di riferimento, per senso di responsabilità, abbiamo assunto l’impegno di effettuare una serie di proposte che puntano a migliorare e rendere l’attuale sistema delle regole più funzionale ed aderente alle esigenze delle diverse realtà operanti sui territori.

 E’ un momento estremamente difficile per tutto il Paese e per l’ACI e la Federazione che, oltre alla grave emergenza sanitaria, dovranno predisporsi ad affrontare una altrettanto grave e lunga emergenza economica con la massima compattezza e unità di intenti ed è per questa ragione che è necessario serrare i ranghi e operare tutti per favorire la massima coesione evitando da ora in avanti comportamenti e azioni che, senza alcun giustificato motivo,  possano vanificare il raggiungimento di questo obiettivo.

Tutti i colleghi iscritti, singolarmente o per gruppi, sono pertanto invitati a far pervenire alla casella di posta infoasdaci@aci.it le loro proposte e osservazioni entro le ore 15 di mercoledì prossimo 13 maggio in modo che si possa poi recepire tali istanze nel documento che invieremo all’Amministrazione.

Vi terremo aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori.

CIDA FC – ACI (Asdaci)

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