ASDACI CIDA – Modifiche del’Ordinamento dei Servizi dell’ACI

ASDACI CIDA – Modifiche del’Ordinamento dei Servizi dell’ACI

COMUNICATO CIDA FC – ACI (Asdaci)

Rispondiamo ai numerosi Colleghi che ci continuano a chiedere informazioni relative alle modifiche dell’ordinamento dei servizi, approvate dal Consiglio Generale nella seduta del 4 giugno us, che purtroppo non disponiamo ancora del documento contenente i dettagli dei singoli interventi e pertanto non siamo in grado di fornire alcuna informazione in merito se non che dal primo settembre saranno riviste le Direzioni Compartimentali che saranno ridotte da quattro a tre.

Il Servizio Gestione Tasse diventerà Direzione, l’Ufficio Relazioni Internazionali sarà inserito nella Direzione Attività Sportive, saranno aumentate le competenze della Direzione Educazione Stradale Mobilità e Turismo e sarà costituito un Ufficio per la gestione dei rapporti con la Federazione. Quanto ai declassamenti/innalzamenti di uffici e Automobile Club sono previsti diversi interventi sul territorio ma in assenza di informazioni puntuali e ufficiali preferiamo non fornire alcun dato.

Questo è quanto ci è stato riferito verbalmente in una informativa tenutasi la sera del 3 giugno us. Sull’argomento ci ripromettiamo una valutazione nel merito non appena in possesso dei documenti relativi.

Purtroppo dobbiamo constatare che le informative proseguono secondo un clichè in base al quale le stesse vengono rese a ridosso delle riunioni in cui vengono assunte le decisioni con la conseguenza che ogni eventuale osservazione o suggerimento non hanno la minima possibilità di essere presi in considerazione mentre i documenti non solo non vengono forniti prima dell’informativa ma nemmeno subito dopo e in casi come questo è evidente che nei Colleghi si ingenerano una serie di comprensibili interrogativi e di domande che invece dovrebbero trovare una immediata risposta nella diretta conoscenza dei provvedimenti adottati.

Lo diciamo con chiarezza e senza alcuna vena polemica ma al di là del rispetto delle forme previste dal contratto che regola le relazioni sindacali sugli aspetti organizzativi ci saremmo attesi un ben diverso coinvolgimento – quanto a tempo, modi e contenuti – visto che si tratta pur sempre di una – seppure parziale – riorganizzazione, soprattutto alla luce della sempre dichiarata disponibilità ad affrontare l’argomento con spirito aperto e collaborativo.

Con l’occasione Vi informiamo che la nostra Associazione non firmerà il Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19.

Abbiamo ritenuto sbagliato il metodo adottato di un confronto separato per il personale delle aree e per il personale dirigenziale e delle alte professionalità perché sulla materia della sicurezza non possono esistere differenze di trattamento ma la volontà dell’amministrazione è stata tale che il protocollo è stato comunque predisposto e solo dopo la sottoscrizione definitiva portato all’attenzione della nostra Associazione.

Nel merito abbiamo fatto osservare che il protocollo così come impostato rappresenta una sorta di “sudoku” organizzativo di difficile applicazione e prova ne sia il fatto che a distanza di oltre un mese ad oggi ci sono numerosi uffici ancora chiusi e sono molto pochi quelli che garantiscono l’apertura giornaliera al pubblico con continuità nell’arco della settimana.

Consapevoli dell’importanza di supportare  l’Ente ed i propri dipendenti nella fase di ripresa delle attività in piena sicurezza ma in un contesto meno problematico, stante l’evoluzione positiva del fenomeno pandemico e della progressiva riapertura generale di tutte le attività del Paese, pubbliche e private, abbiamo proposto una revisione dell’attuale protocollo inserendo la seguente disposizione nell’accordo :

L’Amministrazione e le parti sindacali condividono la necessità di attivare – da subito – l’Organismo paritetico previsto dai CCNL per lo sviluppo delle relazioni sindacali, ai fini di un attento e preciso monitoraggio  sulla funzionalità degli uffici a seguito dell’adozione del protocollo  nonché  per l’esame congiunto delle iniziative da porre in essere sia nella ipotesi di nuovo lock down che soprattutto al fine di adeguare i protocolli ed aggiornare i DVR alla luce della evoluzione della emergenza e della normativa di riferimento, con l’obiettivo di una ripresa effettiva ed efficace delle strutture e delle attività lavorative, in piena sicurezza,  a favore degli utenti e della collettività”.

Attraverso il monitoraggio proposto sarebbe certamente emersa rapidamente l’incongruenza di alcune previsioni del protocollo poco flessibili soprattutto per la particolare diversità delle realtà presenti tra gli uffici sul territorio e si sarebbe potuto subito apportare, condividendoli tra le parti, i necessari correttivi al protocollo stesso.

Abbiamo ricevuto una risposta negativa anche in questo caso ed è questa la ragione per cui riteniamo non coerente apporre la nostra firma ad uno strumento che non sta funzionando come dovrebbe.

Ciò premesso, abbiamo appreso dall’Amministrazione che c’è l’intenzione di rivedere il protocollo e che sarebbero in corso incontri con le oo.ss. rappresentative del personale delle aree escludendo nuovamente in questa fase le organizzazioni rappresentative della dirigenza e delle alte professionalità come se, ribadiamo, le questione legate alla salute possano riguardare  le persone in base ai ruoli ricoperti.

Il quadro normativo non ci risulta abbia nel frattempo subito cambiamenti, pertanto questa decisione dell’Amministrazione non può che ricondursi ad una presa d’atto di quanto andiamo affermando da tempo e che cioè il protocollo così come è crea più di un problema applicativo.

Meglio tardi che mai. Ci auguriamo comunque che anche senza il nostro coinvolgimento, evidentemente ritenuto in questa occasione ultroneo, vengano apportate almeno alcune di quelle modifiche che avevamo formalmente suggerito con un documento,  inviato il 14 maggio e di cui per trasparenza riportiamo i contenuti di seguito.

“Si premette che ogni regolamentazione prevista per la tutela e la salvaguardia della sicurezza del personale si applica analogamente al personale dirigente e alle alte professionalità, compatibilmente con la peculiarità del ruolo e che quindi ogni modifica che riguarderà le forme di tutela del personale delle aree dovrà essere apportato anche al protocollo dei dirigenti e professionisti

  1. applicare il criterio del 40% solo agli uffici con più di 50 dipendenti, e lasciare il calcolo “aperto” alla trattativa decentrata per gli altri;
  2. portare da 8 a 15 i giorni di presenza mese per i dipendenti in presenza fisica; 
  3. per le sedi dove PROGEI non ha individuato il MC, assegnare funzioni di supplenza in capo al MC coordinatore; 
  4. ora che si può e approfittando del periodo di lavoro agile, somministrare un corso on line di 1° soccorso e  di anti incendio per tutti i dipendenti. 
  5. prevedere che ACI nel caso in cui il protocollo dell’Automobile Club presso cui presta servizio il direttore risulti essere non adeguato a garantire la sicurezza dello stesso, secondo gli standard definiti per il proprio personale,  possa inviare proprie osservazioni e raccomandazioni per adeguare lo stesso ai principi previsto dall’ACI;
  6. Aggiungere : “Compatibilmente con l’obiettivo di svolgere le attività indifferibili sopra individuate”, arotazione il personale renderà la prestazione di lavoro in presenza in ufficio al fine di presidiare i servizi sopra individuati.
  7. Aggiungere: “In ragione della numerosità del personale disponibile, dell’organizzazione dell’Ufficio e dell’obiettivo di garantire i servizi indifferibili di sede, potranno essere valutati” i lavoratori con potenziale prevalente rischio di contagio: lavoratrici in gravidanza, lavoratrici/tori beneficiari o che assistono familiari beneficiari di L. 104/92, genitori con figli con disabilità certificata. Tale categoria di lavoratori è esclusa dalla rotazione e svolgerà le attività in modalità di lavoro agile, previa presentazione al responsabile di riferimento di relativa documentazione/certificazione.
  8. Eliminare e riformulare il seguente periodo: “Nella definizione dei presidi e delle rotazioni si dovrà verificare innanzitutto la disponibilità volontaria di dipendenti, compresi i dipendenti di cui ai precedenti punti 2 e 3, ferma restando l’obbligatorietà della prestazione lavorativa in modalità agile per i lavoratori “fragili”.  Al fine del rispetto del principio di rotazione, gli uffici, nel periodo di vigenza del presente protocollo, possono, durante la settimana, alternare aperture a chiusure fisiche tecniche in ragione della numerosità del personale disponibile alla rotazione stessa ed eventualmente anche al fine di procedere ad interventi di sanificazione o ripristino o messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, fermo restando lo svolgimento delle attività in modalità di lavoro agile della totalità del personale dell’ufficio.” 
  9. Eliminare la disponibilità volontaria nel periodo “per la definizione dei presidi e delle rotazioni si dovrà verificare innanzitutto la disponibilità volontaria di dipendenti, compresi i dipendenti di cui ai precedenti punti 2 e 3, ferma restando l’obbligatorietà della prestazione lavorativa in modalità agile per i lavoratori “fragili”;
  10. ove fossero soddisfatte tutte le condizioni di sicurezza previste dal protocollo nazionale e da quello locale rendere possibile l’accesso agli uffici per l’espletamento delle prestazioni lavorative dal giorno dopo la sottoscrizione dell’accordo;
  11. Prevedere un paragrafo che illustri cosa accade in caso di nuovo lockdown. Chi fa cosa con quali tempi e modalità. 

Continueremo a tenervi informati sugli sviluppi di queste delicate e importanti tematiche.

CIDA FC – ACI (Asdaci)

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