ACI – Riorganizzazione dei servizi dell’Ente

ACI – Riorganizzazione dei servizi dell’Ente

Cari colleghi,

nella giornata di ieri, gli Organi di ACI hanno deliberato alcuni importanti provvedimenti e modifiche di cui è stata resa preventiva informativa sindacale da parte del Capo del Personale.

In questa sede e rimandando alla lettura dei testi approvati per un approfondimento specifico relativo ai singoli provvedimenti, vogliamo soltanto sottolineare alcune modifiche all’Ordinamento dei Servizi ed al Regolamento di Organizzazione che ci sembrano particolarmente significativi in termini organizzativi e strutturali e di impatto con la nostra categoria ed il nostro ruolo.

In primis, sottolineiamo con particolare favore la creazione di una Direzione di 1 fascia in Sede Centrale che praticamente assorbe tutte le funzioni e competenze che prima erano esercitate dal Servizio Trasparenza, Anticorruzione, Protezione dati personali e Relazioni con il Pubblico: provvedimento questo che va nella direzione da noi auspicata da tempo.

Inoltre, l’Ufficio del DPO, anziché restare nella stessa area in cui era in precedenza, confluisce nella Direzione Risorse Umane, che, quindi, aumenta di una unità gli Uffici dirigenziali (passando da due a tre) ma che, nel contempo, “cede” la parte di competenze relativa agli Affari generali che viene annessa al Servizio Patrimonio dove confluisce pure tutta l’attività del cartografico:pertanto la DRUAG si trasforma in DRUO (organizzazione).

Al di là, poi, di alcune piccole modifiche più che altro formali e che meglio specificano, nell’ambito della declaratoria delle competenze, le attività che la Direzione per l’Educazione Stradale, la Mobilità ed il Turismo svolge in tema di eventi, la parte più consistente – e se vogliamo anche quella più rilevante, innovativa e che segna una grande discontinuità rispetto alla tradizione e al passato – delle modifiche si riferisce al fatto che la Direzione centrale dirigenziale di 1 fascia per le Attività Associative, gestione e sviluppo Reti, viene soppressa e contemporaneamente accorpata alla Direzione Compartimentale Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria e Sardegna, andando a costituire una specifica Divisione nell’ambito di una unica struttura nella quale la ex Direzione Compartimentale rappresenta la seconda Divisione.

Anche le altre due Direzioni Compartimentali (peraltro è da segnalare anche che quella definita per brevità del “Nord” passa da due a tre sedi vicarie come già previsto per le altre due Direzioni) acquisiscono, in campo associativo, nuove competenze (specificamente riportate nella declaratoria a cui si rinvia) da esercitare e sviluppare in collaborazione con la Direzione/Divisione neonata.

Si coglie, al di là di ogni altra considerazione e valutazione che ciascuno potrà meglio fare quando si leggeranno con attenzione i testi delle modifiche e quando, soprattutto, si vedranno “all’opera” le nuove Strutture, il chiaro tentativo – che può sembrare oggi anche un pò ardito…- di provare a fare interagire con maggiore sintonia e con la massima integrazione Centro e Territorio, soprattutto nell’ambito delle mission istituzionali dell’Ente: il che è da apprezzare e mitiga il timore che abbiamo che una struttura così complessa e articolata (la divisione Soci, infatti conserva le due unità dirigenziali fino ad oggi esistenti) possa presentare una certa difficoltà nella gestione.

Infine, si segnalano due novità non di poco conto e che non debbono essere sottovalutate quanto ad importanza e cioè che anche gli incarichi dei Responsabili delle Unità Territoriali saranno firmati dal Segretario Generale, ma soprattutto il fatto che da ora in avanti tutte le candidature per accedere ad incarichi dirigenziali di 1 fascia dell’Ente saranno valutate ed esaminate (prima della decisione dell’assegnazione, che resta in capo all’Organo del Comitato Esecutivo) da una Commissione composta dal Segretario Generale quale Presidente, dal Capo del Personale come segretario e da un Dirigente di 1 fascia scelto caso per caso in base alle specifiche competenze richieste nel bando di gara che costituirà un provvedimento ad hoc dove, peraltro, saranno esplicitati e predefiniti con chiarezza i criteri oggettivi che dovranno essere posseduti dai candidati che saranno presi in esame per l’occupazione del posto vacante e da ricoprire.

Salutiamo con soddisfazione questa innovazione procedurale che rende più neutro e trasparente il processo che sfocia nell’assegnazione dell’incarico, soprattutto perché ne beneficia tutto il procedimento che risulta essere più condiviso e collegiale.

Vi terremo aggiornati su tutti gli ulteriori sviluppi e vi salutiamo cordialmente.

CIDA FC – ACI (Asdaci)

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